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POETRY

Poetry

RIFLESSI: Armonie Ars amandi Chiudendo gli occhi Dopo il tramonto Elegia della sera Epilogo Estate Fabbrica Fantasma Fuoco Giochi d'ombra Idillio Il druido Il gatto Il ragno Il rudere abbandonato Il viaggio Il volo La ballata del bardo La farfalla L'attesa L'ispirazione Lo stormo Mare Notte senza stelle Nubi Panorama Pioggia Prologo Ritagli Solitudine

APOCALISSE: All'angoscia Apocalisse Autunno Blu Idillio notturno Il rituale Luna Memorie Preghiera alla pioggia battente Requiem Rinascita Sogni di gloria Trauma Viaggiare

NAUFRAGIO: Ansia Arachne F In fondo alle scale, fuori, nel buio Inquieto Le battaglie invisibili Perso Sogni Vanagloria di un incubo Wilya

MEMORIA: How could you Silenzio On the dragon side Betrayal

ARMONIE

Batte, cardiaca
Solida e tranquilla
Come roccia impressa
Nel suolo, vuoto e plastico
D'inverno, valanghe di tamburi,
La grancassa.
Danza, con gemiti di flauto traverso
La fiamma, vivace,
Pianto seduttore
Del violoncello; scintille
Ardenti, passionate
Armonico arpeggio
Di chitarra.
Scroscia
Dal piatto
Cascata di
Gocciole vitree
Sulla natura lussuriosa
Gelida pioggia d'autunno
Mentre il vento
Di un corno audace
Scandisce il gocciolìo
Assorto e regolare
Dell'umido triangolo.
Selvaggia sinfonia
di bonghi
Raccolta da ali di tromba
Brucia, o violino
Di intensa passione
Il charleston ti bagna le labbra.
Meravigliosa, idilliaca,
La sonata della
Natura.

ARS AMANDI

Anche se
Un infame destino
Ha scritto a caratteri glaciali
Che un giorno
Come per contratto infernale
La crudele Bestia dal volto cinereo
Mi rapirà strappandomi con violentissima delicatezza
Dalla condizione estatica
In cui il tuo solo esistere
Riesce ad imprimermi nel petto

Urlerò ciò che ho dentro
Denise
Così forte che non basteranno
A contenerlo
Gli immensi spazi di infiniti universi

E persino gli angeli
Dalle loro boriose posizioni paradisiache
Saranno costretti a distogliere lo sguardo
E capiranno
Quanto può
Un umile mortale

Amare.

CHIUDENDO GLI OCCHI

Processo metabolico
Di un'informe macchia di nulla
Infiniti tentacoli di putrido
Vuoto
Ti impastano gli occhi, orbite vuote
Inutile il vano tentativo
Di scrutare qualcosa
Annaspando nell'ombra.

Torpore
Impossibile capire
Direzioni suoni immagini
E tutto si fa vacuo
Come una foto ingiallita dal tempo
Polverosi di fibre
Riemergono ricordi
Come lampi di speranza
Destinati, poi, a sprofondare nel nero
Di nuovo.

DOPO IL TRAMONTO

Sorride l'aria
Mentre tutto si tinge d'oro:
Ceruleo l'azzurro
Accoglie nuovi bagliori sopiti
Mentre il Sole, esausto
Con il suo luccicare assorto
Si spacca nell'acque
Di un immenso specchio vibrante.
Ed ancora è sera, e prima che
L'artificiosa luce notturna
Dal pallore malato e contorto
Possa silenziare i sentieri,
Ronzìo di tensione ascendente,
Rimarrò assorto e stupito
Mentre la malinconia
Mi offrirà (maliziosa)
L'ennesimo ricordo
Che non mi appartiene.

Addio fuoco fatuo,
Il tuo regno appartiene alle ombre
ora, che già sbirciano dai loro rifugi
Allungando le flebili membra
Accartocciate su asfalti e fossati
Pronte ad aggredire l'evanescente
Rimembranza delle tue scintille.

E già danzano nella loro fluorescenza
Piccole bestie alate
Intermittenti lanciano segnali
D'amore, amanti che si inseguono
In religioso silenzio
Mentre il grillo accompagna,
Vano compagno,
Assorto nei propri sogni d'estate,
Con lugubre stridìo imbarazzato, mentre
Gli olivi, terrorizzati, tacciono immobili
Ed intorno tutto muta, si muove
Restando uguale
Brulichìo nel nulla
E gli occhi si perdono...
Dove?
Un nulla
Ennesimo suono dell'anima
Che beffarda aumenta
I battiti di un cuore provato.

Passeggio nel buio,
Ed è il silenzio che temo
Sopra ogni altra cosa.

Parlami, o notte.

ELEGIA DELLA SERA

L'azzurro
Atrofizzato si distende
Perde spessore nel rincorrere i neri uccelli...
Sorride cauto di fuoco
Rosso sovrannaturale
Piangono di calma gli steli erbosi
Rassegnati al sonno
Gocce di oblio
Sfuma il brusìo del cielo:
Lilla si spoglia

Hai ritagliato ombre sul prato
Non piangere... brillano di luce
I tuoi singhiozzi
Adesso, viola di pace
E' tempo di dormire.

EPILOGO

E come corolla
Di un fiore azzurro
Al tramonto
Umida di nivea brina
Che, al crepuscolo
Si prepara alla notte
Nascondendosi nel suo
Ceruleo e delicato candore.

ESTATE

Sagomata dall'ombra dei tetti
Si spalma
Viscosa e brillante
La luce del sole
Sul liquido asfalto.
Già ora
Si ode, a intervalli
Il cicalare interrotto
Dai tigli pesanti di linfa
Lucidi e verdi di freschi germogli.
Bolle l'aria
Densa e pesante
Affonda nel cuore
Opprimente
Guizzando
Evanescente
Dal basso di false pozzanghere.
Ogni più scarso anelito
Di vento
Ultima speme di un tempo perduto
Offrirà l'occasione perfetta
Per accoglier di nuovo l'estate.

FABBRICA

Come unico attore sul palco cerato
Di un teatro degradato e lurido
Mentre pallide luci malate di neon
Ti scolpiscono contro il nero granuloso
Di una notte affumicata da nubi
Il tuo mugghiare insistente mi strugge
Immobile e vasto
Golem di lamiere e metallo
Struttura ibrida
Pesante mostro sdraiato su un fianco
Torri di mercurio si ergono da te
Buffa creatura ipocrita
Infinite squame di ghisa ed acciaio
Sbocciano dal tuo cadavere putrido
Mentre i tuoi occhieggianti fuochi amaranto
Risplendono in fredda agonia.

Così, lontano, separato da labili fronde
Recinzioni instabili
Ritagliato come scenografia
Di un sogno finito male
La tua presenza genera musiche e suoni agghiaccianti
Benché tutto taccia assorto.

E spesso è il silenzio
Ciò che più terrorizza
Del tuo essere statico.

FANTASMA

Accomodati pure,
Vitreo alone cinereo
Ricordo di vita vissuta
Il tuo freddo pungente mi irrita
Mi scivola addosso rendendomi nudo
Artefice di sogni malefici.

Eppure
Nell'infinita pena
Che trasudi
Come posso trovare,
Strada squamata di foglie
In te il germe della pietà?

Posso fidarmi del tuo non esistere?
Posso osservarti muto nella tua irruente invisibilità?

Le tue parole tutte le notti
Mi salutano
Rimproverano il mio stato di smarrimento
Rapido schiocco di ciglia le sgretola, sabbia bagnata
Per ricomporle dipinte di nero
Vedove spoglie
Degli ossi soavi.

Tornerai?
Corvo curvo storpio
Quale artificio alchemico
Ti permette una seconda volta
Di soffrire impassibile?

Ed ancora ti temo.
Non vinco il gelo
Viscido e putrido
Orrido del buio
Brivido immondo
Eterna infinitesimale attesa
Che gridino le Furie
E che uccidano l'essere immortale.

FUOCO

Bruciano gli occhi
Selvaggia la fiamma che li divora
Ennesima goccia di un lago di pianto.

Osservando la luna, immobile
Assorta nel suo futile assopimento
Mentre scruta un mondo malato
Riporti alla luce
Gli odori e le ombre
Di tempi passati
Quando ancora provavi dolore.
Perdersi di nuovo
Tra le madide e candide nebbie
Dell'oblio
Immensa distesa ghiacciata
Di spine affilate nel cuore.

Passione di mille violini
Scintilla sbuffando
Fiammelle di cenere estinta
E l'anima spera
Attendendo ansiosa
Di farsi fantasma
E danzare col fuoco.

GIOCHI D'OMBRA

Immagina
Per un istante
Il nulla, infinito oceano
Oscuro ed inquieto.

Ascolta
Per un attimo il rumore
Fragoroso ed opprimente
Del silenzio.

Fermati.

Lasciati scivolare
Nell'ombra del vuoto,
Osserva intangibili onde
Fuggire strisciando
Spezzando il cadaverico riposo
Dell'immobile nero.

Guarda: una goccia cristallina
Si solleva fluttuando,
Pura e trasparente.
Fugge dall'informe essenza
Che vanifica i sogni
Ed atrofizza i desideri.

Quella perla di perfezione
E' la nostra storia,
Unica e perfetta
Nell'abisso infernale.

IDILLIO

E davanti a me
Le cose, dipinte
Prendono nuove fattezze
Piatte come spruzzi
Di colore
Si imprimono nell'aria

Odio il rumore quotidiano

Possibile perdersi
In un giorno di pioggia?

Quanto verde sboccia clandestino
Quante orbite vispe
Mi osservano allegre

Impalpabile l'acqua
Danza di gioia
Ghiaccio bollente di freddo calore

Adoro la pioggia d'estate.

IL DRUIDO

Azzurro di luce
Riluce d'incanto
Come ammaliato
L'attonito bosco.
Passando vigile
Con fare pensoso
Intona leggero
Un umile canto.
Bigi e folti
Sopraccigli divini
Volte cedute nell'arco degli anni
Antico di roccia
Il volto pacato ed aspro di barba;

Non sente il peso degli anni!
Ancora le foglie gemono morte
Sotto il suo dondolare deciso
Scrutano ancora i vitrei occhi di salvia!

Perle di vischio e foglie di lauro
si frammentano passive
Piangendo succhi divini:
Assaggia il vento per me, o druido
Ed anche la pioggia
Riderà per te.


IL GATTO

Non ti appaga
Efficacemente il popolare
I miei universi
Col tuo odore salato
Tu che liquido scivoli
Come ombra sui vetri?
Gli occhi tuoi
Ammaliatori bugiardi e verdi di luce
Continuano a rubarmi la concentrazione
Mi distraggono mi distraggono
La curiosità è preda
E feroce assassina
Di entrambi...
Ti prego
Fissami ancora
Protagonista indiscusso
Dei miei più dolci
Incubi
Popola il tormento delle mie notti
Tu che oscilli voluttuosamente
Essere lussurioso, profilo astratto
Stridi melodico,
O gatto.

IL RAGNO

Eccelso, l'artista:
La tela non tinge
Ma tesse, silente
Con estro selvaggio
E istinto ferino.

Dovreste vedere
Come ondeggia deciso,
Traccia percorsi
Di seta pregiata,
L'intrepido esteta
L'attento scultore...

Spirali pallide
Intinge nell'aria
Sorrette con grazia
Da candidi crini.
Tanta armonia
Ispirata da occhi affamati
Si accinge ad esser fatale.

IL RUDERE ABBANDONATO

Sul docile colle
Dove l'erba si fa meno verde
Ed il terreno, chiaro e venato
Si rende docile e dolce si spiana
Ecco roccheggia un rudere vacuo
Sporco di storia e melodie antiche.
Dai muri di rocce a secco
Sanguinano copiosi rovi
Dal bruno fogliame aspro
Ignara rampica l'edera
Le felci l'adornano ignare.

Tracce di muri
Dipinte da rocce
Dai colori polverosi
Antico rudere dalle stanze
Indefinite
Quali e quante vite avranno corso
Suoi tuoi pavimenti,
Ora tappeti di muschio?
Dalle tue finestre (accenni
di vuoto nel vuoto!)
Si affacciano acacie spinose
Dal colorito vivo e sereno.
E mentre lucide lucertole
Crogiolano statiche
Sulle tue tracce di pietra,
Selvaggia una gatta
Cova la prole neonata...

Ti arride il pensiero
Che anche da morta
Ti ostini a offrire
Alloggio e riparo alla vita.

IL VIAGGIO

Passeggerei
Su altri mondi
Solo per vederne
Il colore del cielo.

IL VOLO

Annaspare

Ricadendo in picchiata
Sussurra giocosa la Tramontana
Osservando ora campi, ora cielo,
Galleggiando su prati di sole
Sublimare su fiumi e laghi
D'ovatta purissima
Scivolare tra sordide valli
E scolpendo le più torbide nubi
Ritornare guizzando e gridando
A cavallo dell'ultimo tuono.

Ed a volte invidio gli uccelli
Neppure sanno che significhi volare.

LA BALLATA DEL BARDO

Di vita, di morte,
Di maghi e stregoni
Di prodi guerrieri
Lui canta canzoni

La rima si scioglie
Ascolta fedele!
Il mare si sveglia
Si squarcian le vele

Racconti di mari
Abissi sopiti
Ancora vedrete
Sarete stupiti

Di vita, di morte,
Di morte che danza,
Di canti e presagi
Riempie la stanza

Allegri folletti
Tra fate e colori
Se cade la pioggia
Sospirano i fiori

Pezzenti, padroni
Soldati e ribelli
Buffoni, giullari
E principi belli

Di vita, di morte
Oscuro presagio
Danzando la Dama
Ti lascia a disagio

Ti stringe la gola
Ti affonda nel cuore
fan male, ma è strano
Son solo parole

E giudica il bardo,
Dal volto soave
Sorride beffardo
Ora ammicca ora è grave

Di vita, di morte,
Di re e di regina:
Cantami, o bardo,
La fine è vicina.

LA FARFALLA

Voluttuosa seta
Ondeggia si rimescola
Svanisce tra due battiti
Con l'etere assorto
Si amalgama
Suadente alchimista
Dai mille toni
E volti.
Intangibile come il canto
Del tuo fremere intenso
Coriandolo buffo
Dall'infinita grazia
Tuo è l'oro del mattino
Tuo il cremisi crepuscolare
Tu che fioccheggi su mari di menta.

L'ATTESA

Liquida
Si imprime sul petto
Preme, strugge, angoscia
Microbi grigi
Ancora una volta
Di nuovo
E poi ancora

Attesa...

Ogni rintocco
Si addensa
Pastoso
Ignorante
Insopportabile

Attesa...

Quando potrà
Finalmente
Il mio cuore sentirsi libero?


Attesa...

L'ISPIRAZIONE

Epifanico
Come il vento ronzante sul solido mare
Vitreo e lucido
Argenteo
Che cataclismicamente assorbe la tregua
E diffonde il proprio verbo
In un armonico moto perpetuo

Così appare
L'ispirazione.

LO STORMO

Spruzza
Da un platano
Indefinita
Mutevole
Una macchia, un singhiozzo
Di nero
Punti più densi più radi
Vuoto tra battiti d'ali
Curioso osservare
Come in un circo di equilibristi
Le evoluzioni più strane
Incantato da danze
Leggere

Dondola, il cielo
Assorto si lascia cullare
Si spande, ricade
Il nero stormo di corvi.

MARE

Voglio osservare
Per secoli millenni
Goccia su goccia
Tremante
Il mare infuocato;
Percepire sul viso
Lo specchiarsi vanitoso
Del sole sull'immenso vetro
Mentre le nubi, timide
E rade cangiano
Ricordano fiori, sbocciano
Una ad una
Gabbiani
Anche la sabbia, perlata
Sospira, silenziosa
Si accoccola
Percepisce

Canta per me,
Brezza di sale.

NOTTE SENZA STELLE

Nero
Sprofonda lo sguardo tra miliardi di fatui lumi
Vago il passo nel silenzio mortale
Rumore di mondi
Così dannatamente lontani
Discreti nella forma accennata da ronzii
Grilli
Ed ancora guardi
Ed ancora macigni nel cuore
Ed ancora languido lo sguardo
Grida
Dilania il tuo abisso
Oppresso per sempre
Offuscato dalla luce
del tuo sognare vacuo.

NUBI

La grazia
Danza del tuono
Scintilla apatica impressa nel vuoto
Rotola
Suono dirompente
Schiacciando con piedi rabbiosi
Grido soave di fameliche nubi
Nero su nero
Putrida sublimazione di sincopi
Paradossi di leggi astratte mai scritte

Fameliche nubi

Perché sentite il bisogno
Di nascondere il divino candore
Della bianca sposa dei cieli?

E solo il pianto
Vi darà la pace.

PANORAMA

Sospirano
Gli alberi
Ed io con loro.

PIOGGIA

Mattina invernale
Plastico il sole penetra
Dai vetri sudati
Impone ai colori il silenzio.
Freddo come acciaio che illude
Si impone.

Ronza l'acqua
Come mille cascate
D'ovatta frusciante
Candida e opaca
Come offesa dal tempo
Rombo soave! Eccelsa armonia
Di iridi lugubri!

Ed il cielo soffre
Ed io... sereno.

PROLOGO

Un respiro
Anelito di vita
Inebriato da sbuffi di luce
Scintille sfaccettate
Infinite variazioni di allitterazioni cromatiche

E' l'azzurro
L'essenza celeste
Prima tra i mille
Creatrice di mondi
Ed incubi nuovi
Sogni
Vortici di acqua
Liquidi e limpidi
Si innalzano armonici

Cantami o diva
L'imponente creazione
Della fantasia.

RITAGLI

Maledetta,
Ignobile apatia:
Maledetta,
Incastrata in attimi di angoscia
Che tu possa implodere
In un vortice di lacrime
E trascinarti dietro
Tutto il rancore
Come le ossa
Su di un cadavere marcescente
Che il rossore rugginoso della morte
Possa corroderti dentro.

Ritagli di azzurro
Nascosti da lamiere
Torneranno
Un giorno
E poi...

L'infinito.

SOLITUDINE

Come feriscono quei sordidi muri
Esseri avidi e spietati
Non possono non offendere
Con eccezionale candore
Monumentale nettezza
Come feriscono quei sordidi muri

Poltergeist
Uno spettro
Amaro è il rantolo del mio misero passo
Echi lontani di me stesso
Turbo la mia stessa quiete
Poltergeist

La mia stessa presenza mi angoscia.

Angoscia.

ALL'ANGOSCIA

Angoscia
Come un urlo
Accartocciato in petto
Implosione atroce
Respiri interrotti dal sangue

Come bruciano gli occhi
Quando niente può più confortare
Un ego abbandonato e disprezzato
Rincuorato soltanto
Dal fatuo fuoco dei ricordi
Lontani e sbiaditi
Fotografie graffiate
Di un passato remoto.

APOCALISSE

Neanche una lacrima
Versata in mio nome.

Rimango seduto
Impassibile come cariatide di fronte allo scempio
Del nemico che brucia i tetti delle case nemiche
Privo di qualsiasi turbamento
Non un singolo suono
Un singulto di rabbia
Di passione, di calore
Potrà mai attraversare
L'argentea patina
Che aleggia sul mio volto.

Pietre un tempo sogni
Cadono pesanti
Armonicamente scomposti si sgretolano
Ansimando nella polvere da loro stessi evocata
Sacro il mio Nulla
Testimone di un'epoca andata
Eone intramontabile di false speranze.

L'ennesimo drago
Iscritto nel fuoco
Si spegne nel fango
Nel crudo, viscido mare
Melmoso e putrido
Della realtà.

Lasciandosi andare
Cullati da tale oceano di sporche menzogne
Troppo semplice da abbandonare
Troppo arduo da sconfiggere
Dondolare osservandosi invecchiare
Ogni giorno più fradicio
Delle lacrime che rigano i miei incubi

Un fiore esausto
Che spira precoce
Il vento lo fende incapace
Di osservarne il puro talento
Pulviscolo divino di un altro giorno di Sole
Non riuscirai a persuadermi
Non cadrò nel tuo cerchio di sangue
Non ti permetterò di prendere
Gli ultimi brandelli
Del mio paradiso onirico

Spigoli
Acuti pungono come vespe
E non fanno altro che piangere
Ricordano ancora le illusioni dei tempi passati.
Effimeri, si, ma forse più veraci
Del pantano liquido ed aspro
Che, solo, mi vede annaspare.

Sto soffocando
Nei miei desideri.

AUTUNNO

I cieli, rotondi,
Marmorei e gravi,
Il fuoco del primo tramonto
Ne brucia i colori;

Anche il mare singhiozza
Denso mercurio
Calpesta graniti, quarzi
E diamanti

Abbracciami forte,
E' finita l'estate.

BLU

Perfino il cielo
Ti dona il suo nome,
Tu che regni nella luce,
Denso di vetro
Vivace, profondo
Essenza di tutte le cose create;

Liquido scorri
Cristalli increspati su creste saline
Mugghiano esplodono e muoiono
Vitale essenza del tutto
Unione infinita di infiniti infinitesimi
Niente di più rotondo e perfetto
Bolla di vuoto
Eterno sospiro
Riciclo continuo
Purezza nel blu.

IDILLIO NOTTURNO

Scrutare gli occhi
Ardenti del cielo
Nel bruno torpore
Di un'arida
Immensa
Marea di nulla
E sentirsi cadere
Leggeri di vento
Aneliti e sbuffi di cime fumose
Rimbombano di echi
Ostentano suoni

O nera notte
Che gelida gratti
Sulla mia schiena
Il tuo guanto mortale
Riveli a me la presenza
Dei figli tuoi inquieti
Immobili ombre di un quadro grottesco

Quando anche
L'ultima delle lapidi
Avrà inciso il suo nome
Dormirò nel tuo eterno sospiro
O essenza, o fluido vitale.

IL RITUALE

Attorcigliate
In atroci nugoli
Di grida e dilanianti lamenti
Come ossa che stridono
Sul fuoco impietoso

Sibilano e gemono
Le ceneri bigie
Un tempo floride
Scintille di rabbia
Sciàmano sedotte dal vento.

Attonito accoglie
Con fare imperioso
Quell'uomo grottesco
Di corna animali
Ha adorna la fronte

Balza e saltella
Sacrale il tonfo
Del piede suo stanco
Tripudio di sillabe
Magniloquenza ancestrale.

Inarca le ciglia
Come piume di merlo
Energico il suono
Rovescia sul rogo
Ciarpame essiccato.

E rullano i bonghi
Terribili e gravi
Al passo soave
Del vecchio danzante
Gli spettri del cosmo
Gli donan la pace.

LUNA

Fetta di ruggine
Dal nulla
Apparizione meccanica
Immobile, nel silenzio
Assapori l'odore della pioggia
Ti tranciano nubi iraconde
Ti idolatrano i figli dei lupi
Ennesima stirpe
Desolati abitanti di desolati deserti
Di cemento e alluminio
In attesa

Tu che siedi nell'alto dei cieli
Essere divino e supremo
Il tuo volto screziato di dolore
Illuminerà le notti più buie.

MEMORIE

Impresso nel bianco più buio e lontano e coperto da coltri di vetro
Di ghiaccio un punto più nero del vuoto infuso da mille miracoli
Mondo sommerso sul quale non più batte la voce di alcuno
Eppure mi sento chiamare
Luoghi lontani aspettano ansiosi
Turgidi attendono il momento della loro ascesa

Incontaminati spiriti di piogge e di cicloni
Incessanti gridano al mondo tonalità mai viste
Colori sgargianti come coralli di sapone
Infissi nel vuoto come organi vibranti

Ispirato dal dono di un dio profano
Risiede nel fondo di oceani ruggenti
Scintilla vitale di effimeri battiti

Cuore ruggente del mio mondo segreto.

PREGHIERA ALLA PIOGGIA BATTENTE

Flebile e spettrale
Rassicurantemente opaca
Profuma la stanza di nuvole:
Luce, pallidamente spenta,
Di una stella occulta da gocce di pioggia.

Tic, delicato e sensuale,
Scandisce il tempo dell'arcano moto
Che unisce, nel nome dell'Eros
Più candido e puro.

Acqua, che di vitrea bellezza risplendi,
Concedimi ancora il tenero oblio
Che il tuo suono capace e fluido
Possa lavare il mio cuore malato,
Che questa pace divina
Si conservi per sempre:
Voglio restare
Con l'angelo che amo
Nell'eternità di un giorno di pioggia.

REQUIEM

Unforgettable
Like a thousand sharp
Quiksilver knives
stabbing my heart
As I try to survive

Endless
Like a thousand steps
On a dusty road
Will I ever reach
For my secret desire?

Thou shalt wait
Thou shalt listen
I swear it
To the morning dew
Drenching your thoughts
As the memories flow
Eternal breath of omnipotence

I'll be back
And my heart will shine
Thou shalt not cry
Because

I love you

Fly, my dragon
Lick your wounds
We'll meet again

one day.

RINASCITA

Mi è stata donata
La Vista
Invadono il mio ingresso
Scarafaggi immobili
Raccapriccianti segnali
Sintomi di morte.

Saper cogliere
Fruscii lievi
Evanescenti bugie
Ritagliate su un mondo distorto
Immenso l'orrore
Fuoco di neve
Sprofonda nel petto.

Ancora più freddo
E parole nascoste
Si rivelano
Agghiaccianti
Ossi di seppia
Raccolti sul mare
Profumano ancora di sale
Pugnali d'osso
E la luna digrigna i denti
'Te l'avevo detto'
Deride maligna
Dilania il vuoto il più macabro grido
Tormentato gemito
Inumano e opprimente.

Sono il Dio
Della grazia e dell'odio
Racchiuso nel terrore
Da un bocciolo di sangue.

SOGNI DI GLORIA

Demoni
Le mie paure
Schioccare di denti
Di putridi cani rabbiosi
Sagome labili si intersecano
Creano volti e riflessi
Persone che attendono.

Poter sprigionare
Le proprie ali di cemento,
Generare dalle viscere
Del proprio rancore
Stiletti e pugnali affilati.

Fai di me il tuo drago,
Cavalcami e spingimi
Ricordati almeno il mio nome...

Danza coi fulmini
E scivola limpida
Nell'infinito universo di lame
Intricato e contorto
Selvatico e cinico
Ennesimo tentativo di esprimere la tua libertà.

TRAUMA

Deflagrazione
Arido deserto di sterpi e vetro
Bora che intarsia il mio animo gelido

Debole e fragile
Attaccato alle spalle
Da pulviscolo nero
Inutile bolgia di anime

Fucsia è il colore del trauma
Intenso e potente
Riesce a piegare metalli e montagne

Arrenditi, o vacuo
Che aneli e sospiri la prossima ecatombe
Ferito e ansimante
Cane bastardo
Lasciato a marcire
Sotto l'arido lume
Perverso del falso.

VIAGGIARE

Squallido
Come un muro screpolato
Piaghe raggrumate
Di cemento e sabbia
Impresse nella pietra
Ed ancora il vento
Carezza la polvere
Come pianto di giada
Ne raccoglie le spoglie
Ormai prive della loro stessa
Essenza;

Non più un senso
Nell'identità
Di un minuscolo granello di intonaco
Sparso dal soffio dell'alba
Verso nuove dimore lontane:
Quali paesi?
Quali cieli?

Please remember me
As I'll always think of you
Feel the weather change
As the sun rises
And the dawn approaches
Ashes to ashes
Dust to dust.

ANSIA

Soprattutto
Ciò che più mi logora
E mi affligge
E' il pensiero che
Non basta
Il tempo

E l'universo è troppo infinito
Quanti sogni che non si realizzeranno
QUanti volti familiari resteranno ignoti
Quante speranze rimaste tali
Congelate nel gelido ed eterno freddo
Dell'abbraccio dell'Ultimo Esilio

E quanti traguardi raggiunti allora
Diverranno vacui
E sbiadiranno come pioggia nel deserto
Tanto attesi, tanto sognati
Quanto fugaci.

ARACHNE

Architetto stregato
Di mondi e universi lontani
Profili e manipoli tessuti di luce
Abile e maestra la posa
Sicuro il tocco
Incredibile susseguirsi di lievi audaci sussulti

Immobile
Al centro del suo creato
Microcosmo irreale bagnato di brina
Il silenzio l'avvolge più dell'aria

Fremito d'ali sussulta la tela
Istante di lotta, lo scatto
Poi nulla
Ritorna al suo buio, alcova proibita
La bestia maligna.

F

Non è freddo

eppure... brividi.

IN FONDO ALLE SCALE, FUORI, NEL BUIO

I tonfi spauriti
Seguono il mio passo dubbio
La notte mi sfiora
Coi suoi guanti setosi.

Sussurro sbiadito
Il tuo gelido vuoto
Fa piangere i gatti.

Allontana da me, mostro,
Il tuo sibilo freddo:
Mi scava la schiena
Di brividi atroci.

Persino il cancello di ferro verdastro,
Sgretolato dal peso degli anni,
Riverente ti accoglie col suo mesto muggito.

Essenza di ghiaccio
Presenza meschina e viscida
Dissolviti.

INQUIETO

Inquieto
E le pallide luci ambrate
Fredde e ciniche
Che velleitosamente illuminano
Sagome buie di asfalto
Non aiutano
Si aggrappa strisciando
Con denti d'acciaio
Il freddo puntuto del tremito
Meschino e codardo colpisce alle spalle.

Eppure le vedo muoversi.
Immobili.
Un accenno.

La realtà distorta
In uno specchio increspato.

LE BATTAGLIE INVISIBILI

Due contro sei miliardi
Strenuamente lottare
Seguendo ordini e princìpi arcani
Atavici insegnamenti sperduti
Nel subconscio animale.

Squadre di lindi avvoltoi
Coperti di plastica e oro
Diamanti le spade brandite
Eppure cinerei gli occhi distratti

Martella incessante
Il pensiero promiscuo
Di un vacuo destino
Di motivi non troppo concisi
E svaniscono ideali
Idolatrati come menzogne ipocrite

Giganti di latta governati da mani
Di divinità avide e scaltre
Capi pregiati ne adornano il ventre
Pieno di melma incrostata di odio
Hanno imparato a manovrare l'acciaio
Si servono del fuoco per carpire le menti.

Due contro sei miliardi
Ogni vittoria
Brucia come seimila sconfitte.

PERSO

Perso
Solo come l'ultima foglia d'inverno
L'ultimo appiglio lasciato da tempo
Angoscia e dolore
Si prendono gioco di me

Lo odio
Tutto attorno
La rabbia rabbrividisce
Sulle mie braccia

Ed ancora
Scende la neve
Bianco di tomba
Poi... nulla.

SOGNI

I sogni più remoti
Irraggiungibili
Pozzi di fumo flessuoso e scevro
Colore del carmine
Invisibili, intoccabili
Impossibili
Nessuno mai potrà assaggiarne il senso
Eppure gelosamente
Li conservo nascosti agli occhi di tutti
Irrealizzabili
Nei meandri più reconditi
Del mio ego.

VANAGLORIA DI UN INCUBO

Lo sento:
Come fremito informe
Si accorge di me
L'aria è pesante
Come d'ombra impregnata
Assume un colore
Una forma
Grottesca ed infima bestia marina
Ogni singolo suono
Bestemmia atroce
Rimbomba nel vuoto deforme.

Distorto, laido e putrido
Gioiello ancestrale
Incrostato in un oceano
Eterno e limpido
Di inchiostro, lucido e fulgido
Ma così nero e mortale.

WILYA

Latente fruscìo
Enigmatico e cauto
Si avvicina con fare incerto
Non sospetta, l'ingenuo
Ma avanza sicuro
Non c'è posto per i dubbi e le preoccupazioni

Baciami

Ed ecco si alza
Adesso sicuro sorride di lato
Avvolge di brina
Il corpo perplesso
La ruggine gocciola via con altrettanta premura

Profumi di morbido
Adoro leggerti i pensieri
Attraverso quegli occhi
Screziati di tristezza
Neanche le foglie
Capiscano quanto ti ami

Profumi di talco
Sei così bella
Che pure le nuvole si inchinano
Quando sorridi
Quando sospiri...

HOW COULD YOU

How could you
Ever forget

The brightest lights
Marking your path
As you walk through the shades
The thickness of your dreams
Sparkles of life
stuck on a sky of pitch

Remember the days
The shiniest moments
The velvet pleasure
Of a single sigh

Fear not the darkness
As your beauty makes you shine
Fear not the evil
As your kindness will tear it down

How could you
Ever forget

How sweet your smile
How gentle your touch
How kind the glittering gleams in your eyes

How could you
Ever forget
That I love you...

SILENZIO

Pesante l'aria notturna
Dove ogni rumore
Diviene ombra
E danza strisciando
Sui corpi sopiti
Dipinti di nero.

Spesso
Puro e cristallino
Il buio si fende nel vuoto
Lo riempie di suoni muti
Di immagini vacue

E chiudo gli occhi
E vedo
E sento

Schianto
Un ramo
Percuote le foglie
Si adagia sull'erba
Fende l'aere come melma viscosa

Sospiro
Passeggio
Le stelle
Sbadigliano
Nuvole
Rade
Frustate dal vento
Eppure si fermano
Tranquille brucano
Dei cieli padrone

Attendo
Il silenzio
E' così buio
Che grida
Lo sento scorrere
Sulle mani
Nei polmoni

Quiete
Ed ogni sussurro
E' un grido

Silenzio

ON THE DRAGON SIDE

Slide and fade to nothingness
For the pulse is growing loud
Grit your teeth and taste the fear
Just as shivers whip your blood

Emptiness and desperation
Will soon come to grasp your soul
Concentration of regrets
That is gonna make you crawl

And Cry

Because all is left to do
Is just to hold a dream
Broken glass and shattered tears
Still I'll never let it go

I'd rather rip my limbs
Than giving up believing
Because one day I'll spread my wings
And make my wishes true

I despise the mighty knight
All dressed up in shining steel
Embroided with his humbugged lies
They too thick for him to see

And I'll fight with claws and teeth
He will never scratch a scale
I'll be fighting for the beast
Till my last breath will exhale

I am on the dragon side.

BETRAYAL

I will bite my lips
Till my own blood spills
If it helps to choke
The pain I feel
I'd rip my ribcage
And tear my heart
If it would chill
The ache within

Just a pathetic meaningless spit
On a careless ground
I will cry and rage and shout
Till I have got to spill it all out
I will drown with tears
While my sorrow heals

Betrayal

And only love is keeping me from hating.